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‘INTERNAZIONALE ITALIA ARTE 2024’ – DAL 9 AL 15 GIUGNO 2024

 

INTERNAZIONALE ITALIA ARTE – I PREMIATI DELL’EDIZIONE 2024:

 

MOTIVAZIONI E NOTE CRITICHE ULTERIORI RIPORTATE IN CATALOGO E QUI DI SEGUITO A CURA DEL COMITATO SCIENTIFICO DEL MUSEO MIIT:

 

PER TUTTI GLI ARTISTI SELEZIONATI: ATTESTATO DI MERITO, ATTRIBUZIONE DEL COEFFICIENTE INTERNAZIONALE (gli artisti che fossero già in possesso del coefficiente o di valutazioni e quotazioni di mercato consolidate possono comunicarlo alla mail info@italiaarte.it. Nel caso avessero già indicato sulla scheda di adesione alla mostra il ‘prezzo di vendita’, questo potrà essere considerato come dato di partenza e di base per la valutazione del coefficiente)

PREMIO DELLA CRITICA: Giuseppe Oliva

ARTIST IN RESIDENCE: Fadilja Kajosevic

PREMIO NATIONAL AND INTERNATIONAL EXHIBITION – ESPOSIZIONE DI 2 OPERE NELL’AMBITO DI UNA PROSSIMA MOSTRA: Lucia Albertini, Guido Forlani, Enrico Frusciante, Barbara Pratesi, Wilhelm Senoner

PREMIO DESIGN AND SOSTENIBILITY – ESPOSIZIONE DI 1 OPERE NELL’AMBITO DI UNA PROSSIMA MOSTRA: Patrizia Caffaratti, Anna Montanaro, Oscar Piovosi, Paolo Avanzi

PREMIO ADVERTISING – 1 PAGINA CON TESTO CRITICO SULLA RIVISTA INTERNAZIONALE ‘ITALIA ARTE’: Carlo Massobrio, Claudio Detto, Enrico De Santis, Barbara Pratesi, Wilhelm Senoner

PREMIO MULTIMEDIALE – PRESENZA SUL TOTEM MUSEALE DEL MUSEO MIIT E SUL SITO www.italiaarte.it: Federica Bertino, Mario Cossu, Rocco J. Mazziotta, Paola Riva, Federica Fontolan, Nora Komoroczki, Laila Benhalima

FUORI CONCORSO: Santina Portelli, Gabriele Maquignaz, Fonachi, Gianfranco Coccia, Enrico Magnani, Anna Rota Milani, Jessica Gabbai Poliakoff

 

ULTERIORI APPROFONDIMENTI SUGLI ARTISTI, LE LORO TECNICHE E IL LORO LINGUAGGIO NEL TESTO IN CATALOGO CHE RIPORTIAMO:

La mostra Internazionale Italia Arte è ormai una tradizione consolidata, giunta alla sua undicesima edizione dopo i successi degli scorsi anni, che hanno visto la partecipazione di circa 1.000 artisti provenienti da oltre 50 Paesi del mondo e la presenza di migliaia di visitatori. In mostra opere selezionate di Maestri contemporanei di fama internazionale italiani e stranieri. Tra gli artisti presenti in mostra, autori provenienti, da Italia, Stati Uniti, Messico, Svizzera, Cina, Germania, Ungheria, Marocco, Ungheria, Arabia Saudita, Spagna e numerosi altri Paesi. Questa edizione viene dedicata a Philippe Daverio, istrionico e unico rappresentante di una critica d’arte sempre più rara, colta, a volte ironica e sorprendente nella sua declinazione del contemporaneo. In esposizione è possibile ammirare opere di pittura, fotografia, arte digitale, scultura, installazioni, video. Un panorama internazionale di arte contemporanea che si sviluppa tra arte figurativa tradizionale e arte astratta e informale, tra sculture in materiali di recupero e altri materiali come vetro, legno, carta, bronzo. Molte le suggestioni che scaturiscono dai lavori selezionati, che inducono a meditare sulle nuove tendenze e sull’originalità dell’espressione artistica contemporanea.

La montenegrina e americana d’adozione Fadilja Kajosevic interpreta la pittura come sogno e speranza, attingendo dalla tradizione poetica, artistica e letteraria e concentrando la sua ispirazione sull’iconografia ricca e suggestiva della luna e del sole, degli opposti che si completano, dell’universo e dell’Essere, inteso come specchio di sensazioni, sentimenti, emozioni. Realtà, spirito, materia diventano, in Kajosevic, elementi dalla valenza concettuale e profondamente analizzati: la vita e la morte, la luce e l’ombra, la salvezza e l’abisso ci raccontano una commedia dell’arte tra maschere e svelamenti, tra esistenza universale, terrena ed eterna. Laila Benhalima, originaria del Marocco, si rifà al genere antico della favola e della narrazione, così importante e radicata in oriente e nei Paesi di cultura araba. Le sue Mille e una notte si assemblano in tessere come di un mosaico, attraverso cui la narrazione procede per figure, colori, immagini, emozioni. La realtà si trasforma in fantasia, le storie e i personaggi vagamente chagalliani fluttuano nell’aria e nello spirito di un’artista visionaria e fantastica. L’ungherese Nora Komoroczki canta invece la natura, il paesaggio, la bellezza della veduta dal vero, restituiendo all’osservatore angoli di natura e di bellezza. Per Komoroczki, la raffigurazione di un bosco, di un lago, non rappresenta solamente l’immagine del mondo, ma quella ben più profonda di un afflato mistico e sacrale. Anna Rota Milani sposa perfettamente l’idea pavesiana della contrapposizione tra città e campagna, interpretando quest’ultima come mondo ancestrale e magico, privo però, dei risvolti drammatici dello scrittore e la città come presenza tentacolare e caotica. Nelle vedute delle risaie, osservate a volo d’uccello, radente come lo sguardo di un airone, il suo ‘mare a quadretti’ ci fa assaporare il silenzio e lo scorrere lento del tempo, immerso in uno spazio che si fa metafisico, sospeso, quasi irreale. Anche gli altri angoli di natura, i boschi, le campagne, i ruscelli, diventano, nelle opere di Rota Milani, memoria e ricordo, fortemente connotati da una pennellata rapida, incisa nella materia, vibrante nel riflesso di un’alba o di un tramonto. L’infinito di Giuseppe Oliva si realizza nella sua visione sempre nuova e dinamica del mare e della luce, del riflesso e della trasparenza resa con abbinamenti cromatici e di pennellate sovrapposte. La trasparenza dell’acqua viene resa non con velature, bensì con effetti ottici e cromatici impressionisti e si può immaginare di vivere quell’ora, quell’istante con abbandono ed emozione. L’arte che fa ricordare, che permette di rivivere sensazioni lontane diviene strumento, in Giuseppe Oliva, di confronto con l’altro, con l’osservatore che si lascia ammaliare e condurre nel suo mondo di spirito e natura. il suo linguaggio è evocativo e fortemente attuale e concettuale, declinato intorno alle tematiche della libertà e dell’infinito, tra realtà e spiritualità, ricordo e visione onirica; La sua arte si fonda quindi sulla complessa tecnica nell’utilizzo della materia pittorica che unisce tradizione e innovazione, gestualità espressiva e sperimentazione nella ricerca cromatica, tonale e della percezione visiva. Claudio Detto si forma con lo studio dei grandi maestri del Novecento, che osserva, studia, ammira, riservando però alla sua personale visione del mondo e dell’arte l’indagine definitiva e profonda. Geometrie e libertà espressiva si fondono mirabilmente e il suo stile dinamico, potentemente cromatico crea forme e volumi sfaldati nella luce, nei toni contrastati e sovrapposti. Una pittura che scaturisce dall’anima, senza ripensamenti, diretta e coinvolgente che gli ha permesso di creare un suo alfabeto e linguaggio espressivo personale e indipendente. A questi maestri, altri se ne affiancano nell’ambito dell’Internazionale. La scultura di Lucia Albertini in bronzo a cera persa è un esempio raffinato ed elegante di una ricerca espressiva concentrata sul rapporto spazio, forma, volume. Il cromatismo riprende una caratteristica dell’antica statuaria greca e romana, ma non solo, per diventare linguaggio contemporaneo grazie al dinamismo della posa, all’interpretazione del gesto, alla dialogante impostazione corporea. La pittura di Paolo Avanzi deforma l’ottica della visuale, scompone la figura in infiniti frames e tasselli di colore e di luce, metafora del disorientamento contemporaneo, come pure di un mondo complesso, in rapida e continua trasformazione, perennemente alla ricerca di un’identità sempre più rara. L’arte di Avanzi vive di ritmo, scandisce forme e volumi, quasi un’improvvisazione jazz maturata nella ricerca e nella sperimentazione su materiali, media e stili differenti. Le tessere della sua pittura scompongono l’immagine, contrariamente a quelle di un mosaico, che la creano, ne trasformano il senso e la fisicità, rendendole liquide, inafferrabili, oniriche. Federica Bertino è colore, espressione, pensiero, immagine: i suoi lavori, spesso di grandi dimensioni, rappresentano tematiche sociali universali e di immediata potenza espressiva. La condizione della donna, in questo caso, viene impersonata dalla ragazza iraniana trucidata per non essersi messa il velo, ma la lettura dell’opera va oltre il fatto di cronaca per testimoniare l’impegno e la visione dell’artista. Patrizia Caffaratti presenta tre lavori grafici, molto geometrici, in cui il colore e la suddivisione dello spazio creano ritmo e movimento, nonostante l’impostazione frontale dei soggetti. Nel quarto lavoro, una tela libera e di grandi dimensioni, l’artista si è confrontata con una tematica sociale, quasi un manifesto sulla condizione della donna, raffigurando una giovane ragazza nigeriana con i colori tipici della bandiera del suo Paese. Gianfranco Coccia definisce il concetto di astrazione con una pittura essenziale e gestuale, libera nel segno e dissolta nella forma e nello spazio. Mario Cossu ha una pittura raffinata, iperrealista nello stile, ma dinamica nella scelta dei soggetti, specialmente in quelli di vita vissuta, che raffigura con puntigliosi dettagli e caratteristiche, immortalati in momenti di vita vissuta. Le nature morte, invece, trasmettono il fascino di un’arte sospesa e silente, metafisica e simbolica degno dei grandi maestri. Enrico De Santis è fotografo e viaggiatore, Ulisse contemporaneo sempre alla ricerca di se stesso e dell’Altro, inteso come universo da conoscere e scoprire. Le sue fotografie che fanno parte della serie ‘Esocalie’ raccontano storie di natura, bellezza e quotidianità. L’immagine fotografica viene osservata attraverso vetri e cornici immaginate di porte, finestre, legni di recupero trovate sulle spiagge esotiche dei Paesi che ha visitato e in cui ha vissuto. Federica Fontolan ricerca forma, colore e volume, dando vita a pittosculture optical dal dinamico impatto visivo e sensoriale. Allieva e assistente artistica del maestro Alberto Biasi, esponente di spicco dell’arte cinetica, ne coglie l’essenza, per poi intraprendere un percorso creativo personale e unico. Guido Forlani sperimenta colori e geometrie, segno ed emozioni, facendo scorrere sulla tela i suoi sogni, le sue visioni oniriche, le proprie illusioni pittoriche nate da un sogno o da una condizione psicologica interiore. La sua arte è intima e cromaticamente potente, riuscendo a coinvolgere l’osservatore per portarlo nel suo universo dell’anima. Fonachi realizza opere ad acquerello, pastello e smalti, ma anche bijoux in materiale riciclato come la carta o il vetro. Direttamente dagli ultimi artigiani di Murano vengono creati perline ed anelli vitrei che Fonachi assembla con raffinatezza cromatica in collane, bracciali, orecchini, gemelli. Enrico Frusciante unisce le sue passioni per la fotografia e la pittura in opere strutturate come immagini bloccate di pixel e abbinamenti cromatici. Il tempo viene fermato e analizzato secondo la visione tecnologica che ci permette oggi la scienza, lo spazio circoscritto e l’immagine digitale sviscerata come al microscopio per restituirci un mosaico di forme geometriche e colori. Jessica Gabbai Poliakoff è artista libera ed eclettica, dedicandosi a moda, design, architettura, decorazione, pittura. Rocco J. Mazziotta è architetto, designer, pittore e grafico. Si è formato all’Istituto d’Arte di Bari, alla Scuola Politecnica di Design di Milano diretta da Nino Di Salvatore, dal quale riceve il battesimo della Gestalt e tutto l’interesse verso una scienza nuova che sconfina con pieno diritto nell’Arte Concreta. Leo Giampaolo è maestro di una nuova Pop Art, ricca di simboli sulla società contemporanea, ma profondamente immersa in una visione interiorizzata, dove l’immagine non raffigura il reale, bensì la fantasia e l’emozione. La sua arte parte dal quotidiano, da una sensazione, da una condizione dell’anima, per poi divenire messaggio universale sull’esistenza. Enrico Magnani unisce la sua formazione scientifica e l’arte attraverso espressioni geometriche ed alchemiche, ricche di simbologie e di concetti che ruotano intorno al senso della vita, all’essenza dell’uomo, al mistero dell’universo. Gabriele Maquignaz, conduce da sempre la sua ricerca e la sua sperimentazione affrontando con intensità il tema dell’eterno, della vita, della morte, di un Aldilà che ha caratterizzato una lunga serie di lavori così denominati. Dalle ‘Porte per l’Aldilà’ ai nuovi ‘Big Bang’, l’artista si spinge lo spazio, ricreandolo concettualmente e artisticamente attraverso una nuova esplosione sulla tela. Carlo Massobrio utilizza materiali diversi, li assembla, rende l’idea materia nuova, concettuale, dinamica nel fluire del segno e del gesto pittorico. Nei suoi lavori prevale la simbologia e l’onirica visione del mondo, di una interiorità che si fa esistenza e sogno. Nel suo dipinto ‘Fata Morgana’ l’atmosfera onirica e le sovrastrutture tonali e cromatiche rendono perfettamente l’idea e la sensazione di un soggetto evanescente, misterioso. Un’opera intensa e introspettiva nella sua profondità espressiva. Anna Montanaro lavora sull’immagine e sui materiali che divengono struttura primaria del soggetto. Nella sua pittura graffiata, toni, colori, pennellate si sovrappongono con fare lieve, ma deciso, conferendo profondità e ricchezza di piani visivi che si svelano piano piano all’occhio dell’osservatore. La sua è un’arte raffinata, ricca di spunti concettuali, in cui la maschera, il doppio, il riflesso, la trasparenza assumono valenza ideale e mentale. Oscar Piovosi: ovvero come recuperare il senso della pittura autentica. La sua è arte vera, ricercata negli effetti tonali e cromatici, correttamente impostata nel segno, nella composizione, nel gesto. Elementi, questi, che l’artista compone con stile personalissimo, immortalando i soggetti come in un’istantanea a cui l’autore regala però una vita nuova, che va al di là del quotidiano. La pittura aiuta in questa operazione iconica, simbolica, rendendo i personaggi protagonisti di un racconto che dilata il tempo e lo spazio, rendendolo unico e interiorizzato. Santina Portelli, anche massima esponente dell’Associazione Ability Art, oltre che studiosa e psicologa, trova nell’arte la libertà che rende vivi. Il colore, la materia pittorica, le sfumature dei toni, le linee, la gestualità sempre naturale, seppur inevitabilmente difficoltosa nell’esecuzione fisicamente costretta, rendono ogni suo lavoro un inno alla bellezza, al pensiero, al cuore. Barbara Pratesi è artista internazionale, raffinata, sempre alla ricerca di sperimentazioni materiche e cromatiche. Artista completa, matura, risolta nella sua espressione concettuale ed espressiva, spazia dalla pittura alla scenografia, dal mondo del teatro e della televisione al design e alla decorazione con un linguaggio personalissimo e profondo che fa della luce, del chiaroscuro, della tridimensionalità pittorica la sua cifra stilistica preminente. Barbara Pratesi è da annoverare tra le massime interpreti di una contemporaneità che ricerca l’essenza della comunicazione artistica e di un concettualismo colto e raffinato. Sergio Rapetti lavora sulla forma, che struttura e modella nel colore, plasmandola con graffiature e volumi. La sua arte è diretta, immediata nella percezione di un soggetto che spesso raffigura l’uomo o la donna, resi in maniera essenziale, cromatica, gestuale. Paola Riva opera con una figurazione elegante e tradizionale, tra l’onirico, il fantasy, il mito. La sua ‘Afrodite’ possiede la forza espressiva di un soggetto reso in primo piano, in stretto rapporto visivo con l’osservatore. La posa dinamica dei capelli si fondono al movimento delle onde del mare e dei cavalli per un effetto di sicuro impatto e ottima resa pittorica. Wilhelm Senoner è maestro conclamato e maturo, da sempre alla ricerca di una struttura forma-colore che, in scultura, non è mai scontata, seppur appartenente alla tradizione dei classici e delle antiche culture orientali. Senoner dialoga con la materia, con il legno, che modella e scolpisce con raffinata eleganza e sintesi estrema, interpretando lo spazio come elemento fondante dell’opera, completamento di una visione metafisica e silente.

 

 

TITOLO: “Internazionale Italia Arte 2024”

DATE: 9 – 15 giugno 2024

INAUGURAZIONE: domenica 9 giugno 2024 ore 18.00

ORARI VISITA: da martedì a sabato dalle 15:30 alle 19:30; su appuntamento domenica, lunedì e festivi per visite guidate, gruppi, scolaresche.

SEDE ESPOSITIVIA: MUSEO MIIT – CORSO CAIROLI 4 TORINO – TEL. 011.8129776 – 334.3135903

 

WWW.ITALIA-ARTE.IT – INFO@ITALIAARTE.IT – WW.MUSEOMIIT.ITINFO@MUSEOMIIT.IT – INGRESSO LIBERO

 

SI RINGRAZIA PER IL SERVIZIO FOTOGRAFICO LA GIORNALISTA E FOTOGIORNALISTA-REPORTER MARIA GRAZIA SPADARO

 

 

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